Giovanni Longo  Iconografo in Catania

 Il Maestro

...nasce a Catania nel cuore del centro storico, è una figura emergente nel panorama italiano dell’arte iconografica. La sua spiccata sensibilità artistica, frutto di una personalità vivace e creativa e affinata da un intenso curriculum di studi, si fonde armoniosamente con una tecnica rigorosa. Sin da piccolo affascinato dall’arte e dalle interpretazioni che di essa ogni popolo esprime. I maestri artigiani s’innamorano dall’intraprendenza del giovane e lo adottano professionalmente, é qui che Giovanni apprende l’arte liutaia alla scuola del Maestro Orlando della Sogiva, la pittura seguito dal maestro Giuseppe Corsaro e la scultura. Giovanissimo si diploma a pieni voti alla scuola d’arte  Ars Et Labor, più tardi partecipa a diversi corsi. Matura in questo modo il suo concetto di universalità dell’arte, che è bellezza qualunque sia la forma in cui si esprime e che applica anche all’arte iconografica, di cui ammette interpretazioni differenti legate alle tradizioni, ma anche alla sensibilità artistica che si evolve in ogni paese sotto forma diversa, pur considerando fondamentali ed imprescindibili i principi della tecnica tradizionale. Al momento di posare il pennello sulla sua prima icona, cercò di capire cos’è che i maestri bizantini volessero trasmettere attraverso quelle tavole, trascorre molti anni negli studi sull’iconografia e l’iconologia, quando arriva il momento di iniziare a scrivere (dipingere) la sua prima icona, si rende conto che l’icona non è una semplice pittura su tavola, ma una sacra tavola, una finestra aperta verso il cielo,dove il pennello non spalma colori ma traccia le sacre scritture.  

(Dott. Salvatore Distefano)

 

   

Critica

   Una sapienza antica rivive nelle mani del Maestro Giovanni Longo. Grande studio e passione lo hanno condotto a saper parlare la lingua espressa degli antiche iconografi. L'immagine sacra si veste dei toni mistici e sublimi dell'oriente. Scevra da ogni decorazione superflua, impreziosita dall'oro materiale che é simbolo d'immortalità. Si intraprende così un viaggio nella storia di Bisanzio, spesso trascurata, alla scoperta di uno stile figurativo che ancora oggi domina il mondo ortodosso. La sacralità suggerita dalle opere del Maestro Giovanni Longo é impetuosa e allo stesso tempo discreta. Pone l'uomo a contatto con tematiche e questioni religiose, enigmi che hanno elevato ai ruoli più alti nella cultura umana ormai illustri esponenti della religiosità cristiana. Colori vivaci e tenuti alla stesso tempo carichi di luce mistica, provenienti da un viaggio temporale lunghissimo ci guardano, regalandoci un istante mistico, per poi ritornare a viaggiare verso il futuro. Essi sono depositari di un messaggio di semplicità ed efficacia rappresentativa che stimolano in tutti il pensiero religioso. Il Maestro Giovanni Longo li assicura ai posteri col suo grandioso e prezioso operato artistico. D. Marasa' (critico d'arte)

   Giovanni Longo ha maturato un linguaggio figurale iconografico straordinariamente orchestrato. Il disegno è perfetto e i colori sono armoniosamente amalgamati: luci e le ombre risultano ben dosate...   (Gino Trabini) critico d'arte.

   Siccome l'icona non è un ritratto ma uno studio dell'immagine, ecco che la Madre della Quiete di Giovanni Longo ne propone, ai  tempi nostri, la tecnica, la spiritualità, e il carattere con un'operazione modernistica nello stile, nelle linee nel decorativismo, ovviamente meno antico e originalizzato (come potevano essere le icone russe di Suzdal o Podkov). L'iconografia o L'iconologia (nella loro sottile differenza fra grafica e didattica, trovano in Giovanni Longo chi la rende anche attuale con gusto e delicatezza pittoriche senza uscire dai limiti puntualizzati della sacralità. Per la lettura  adeguata dell'icona è fondamentale lo strumento descrittivo (ne hanno scritto e illustrato le funzioni didascaliche in quanto a rappresentazione Aby Varbury, il Gonbrich ed altri studiosi) e la riproduzione, delicata e fine, come fa Giovanni Longo, aggiunge merito alla sue non certo facile impresa per restare nelle dimensioni della stessa storia delle religioni e dell'iconografia dell'Art Cretien… (Antonio Caggiano) crìtico d'arte.

 

   

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